L’anima nella materia

La terra, intesa come spazio e come tempo, è spesso il luogo in cui si è cresciuti. In alcuni casi si è capaci di rendere familiari anche oggetti che fanno parte di quella terra natìa ma a noi sconosciuti. Raccoglierne le tracce significa scavare internamente e esternamente nella vastità di ciò che ci circonda, significa raccogliere la materia nel suo intimo, nella sua evanescenza, nel suo atto finale che, in un eterno ritorno, è già inizio di qualcos’altro. Accumulare in una composizione definita e rigorosa, ai confini del minimale, tutta l’anarchia che la materia nasconde. Si tratta di restituire vita ad oggetti che già hanno vita, quindi di prestare loro una scena per garantirne l’ascolto visivo.

BIO

Arturo Ianniello, nato a Teggiano (Salerno) nel1982. Approccia l’arte da autodidatta in adolescenza, inizialmente per gioco. Dopo la maturità si trasferisce a Napoli per seguire i corsi dell’Accademia di belle Arti, e a Napoli inizia a collaborare con spazi e curatori indipendenti e con gallerie d’arte contemporanea. Espone in diverse mostre, sia personali che collettive in Italia che all’estero. Ha partecipato a progetti multidisciplinari e di arte pubblica. Nel 2011 lascia Napoli per tornare a Teggiano, suo paese d’origine e stabilire lì il suo studio, così da poter trovare una condizione più consona al suo modus operandi. Ad oggi non ha ancora cambiato idea.