Romantici richiami della nostalgia

Nelle sue opere, Gennaro Lanzo racconta il flusso caotico delle emozioni umane, facendo convergere con spontaneità la sua forza creativa sulla tela: l’interpretazione delle figure è lasciata all’osservatore, libero di trovarne i significati, compiendo un viaggio leggero che parte dall’opera e finisce dentro sé stessi. Il fascino per il surrealismo e il simbolismo si concretizza attraverso materiali sempre nuovi, dalla tela alla terracotta, amalgamando una pluralità di forme e colori che gioca con la percezione.

BIO

Nato a Lamezia Terme nell’89, qui ho vissuto tutta la vita ed ho frequentato tutte le scuole. Già durante la mia infanzia avevo l’indole di creare cose nuove e bizzarre, usavo tutto quello che mi capitava: pietre, muschio, legnetti, libri, contenitori, cartoncini, polistirolo ecc.

Durante la mia adolescenza non amavo la scuola e mi annoiava seguire le lezioni, quindi spesso fantasticavo oppure disegnavo, inizialmente riempivo gli angoli del quaderno con figure geometriche astratte.
Quando poi i disegni, che chiamavo scarabocchi, iniziarono ad aumentare mi venne l’idea di creare un disegno più complesso, utilizzando i ritagli di alcuni di questi scarabocchi. L’assemblaggio di queste figure astratte, ha fatto sì che iniziassi a realizzare le mie prime opere su carta.

Pian piano negli anni l’hobby del disegno, divenne sempre più una passione e iniziai a sperimentare su tela e altri supporti. Dopo diversi anni, ho iniziato a pensare di far diventare questo il mio lavoro, infatti è da quando ho 28 anni che ho iniziato questo percorso in modo professionale.
Nei primi disegni (quelli su carta) utilizzavo solo penne, qualche colore a matita e a spirito; poi quando ho iniziato a utilizzare diversi supporti, ho sperimentato altri materiali di pittura più adatti alle superfici “nuove”.
Ad oggi utilizzo quasi esclusivamente dei pennarelli indelebili che mi permettono di ricreare al meglio le figure che chiamo “puppet”, che sono l’espressione centrale delle mie opere.

Da quando frequento l’Accademia di Belle Arti di Catanzaro ho avuto modo di approfondire e di conoscere l’espressione artistica di diversi autori, ho trovato alcuni di questi molto appassionanti, in particolare Alfred Kubin, Salvador Dalì e Roland Topor, ed altri ancora soprattutto legati alle correnti del surrealismo, simbolismo ed espressionismo. Negli anni mi sono accorto di essere affascinato dal macabro, dalla tristezza, da ciò che evoca nostalgia con qualche richiamo romantico. Mi definisco un contestatore, non sopporto ingiustizie, ho un carattere diretto e tendo a cercare sempre la soluzione ai problemi il più rapidamente possibile. Sono un tipo piuttosto egocentrico e un po’ testone, ma in qualsiasi caso mi piace il confronto e la possibilità di crescere grazie ad esso.