Sempre in movimento

La visione di corpi in azione, di scene del palco, di punti focali e di sfondo, ha trovato spazio non so nella direzione teatrale, ma anche nella fotografia.
Mi affascina il movimento che genera figure umane sfocate, distese, diafane, indefinite, poetiche.
Come il corpo di un attore, la camera è un oggetto prezioso, anello di congiunzione fra la mia immaginazione e la creazione di una forma artistica esposta al mondo.
Niente è ben definito, ma tutto è definibile. Il mio desiderio è di creare una relazione tra l’opera e il suo teste. Non spiegare, non illustrare. Creare ampi spazi per l’immaginazione, per l’interpretazione.
Far sentire ogni osservatore vivo, soddisfatto di partecipare alla vita dell’immagine.
Il mio bisogno è quello di trasformare l’opera d’arte in un’altra opera.
Scendere nel dettaglio e farsi sorprendere dalle nuove forme che appaiono.
La mia azione è performativa, la macchina è manuale, i parametri vanno continuamente modificati; un flusso creativo mi travolge, sono in movimento, cambio e cambio ancora il mio punto di vista. Il mio piacere non sta nel migliorare la tecnica, ma nell’esplorare il poetico.
BIO
Davide Gualtieri nasce a Roma nel 1973, dove vive e lavora.
Ha iniziato la sua ricerca artistica quando aveva solo 20 anni in teatro, poi si è laureato in Letteratura (Storia del Teatro) e ha frequentato un master in Arti Terapeutiche. Il suo approccio alla fotografia nasce dal bisogno di esplorare il mondo con una nuova visione poetica. La sua carriera artistica è caratterizzata dall’amore per la ricerca del dettaglio, scrutare l’irriconoscibile, perdersi nell’istinto. Sperimentare nella ricerca della poetica è ciò che lo rende vivo.
Ama fotografare opere d’arte, ma non si astiene dal portare il proprio sguardo sulla caotica vita quotidiana di Roma.